venerdì 27 novembre 2009

Azioni performative urbane


Quando l’arte si appropria anche degli spazi urbani esplode la dimensione creativa e di innovazione, invadendo il vissuto quotidiano urbano e domestico e contribuendo così al miglioramento della qualità della vita.

Il 21 settembre 1969 nel centro storico di Como l’evento “Campo urbano”, evento che ha ispirato molti gruppi, aveva come obiettivo l’intervento radicale e partecipato della collettività urbana. Bruno Munari invitava la gente a piegare e tagliare pezzi di carta e a lanciarli dalla torre di Piazza Duomo; Giovanni Pettena interveniva nella struttura architettonica della piazza violandola con clothes-line di bucato steso al sole; Dadamaino gettava materiale fluorescente nell’acqua del lago.


L’arte diviene una serie di interventi, gesti, riflessioni nello spazio in cui si vive. L’opera d’arte lascia il senso di rappresentazione per inglobare a sé i valori della condivisione e partecipazione, dell’esperienza individuale e collettiva passando dalla street art alla public art,passando per la land art e la performance fino a raggiungere i contemporanei FlashMob. Arte, creatività e innovazione e socialità diventano elementi caratterizzanti di nuovi modelli di fruizione del genius loci urbano.


Alberto Garutti per Arte Continua del 2005 realizza nella Chiesa dei SS. Pietro e Paolo un’opera composta da migliaia di lampadine sulla parete della navata sinistra: l'accensione delle luci avviene tramite una chiamata da numero da fisso o cellulare. Nel 2000 a Bergamo, in Piazza Dante, lo stesso artista realizza l’opera Ai nati oggi: un lampione si illumina nella piazza ad ogni nuova ogni nascita.


E ancora, oggi, l’arte si appropria di spazi e luoghi inconsueti, non declinati all’arte come strade, palazzi, tombini, tunnel sotterranei per mostrare relazioni, interazioni o simbologie difficilmente realizzabili altrove.


Tutto diventa un modo diverso per interagire con la città, come nella manifestazione “Sopra il Sotto” svolta a Milano per festeggiare i 10 anni di Metroweb, la società che con oltre 5 mila chilometri di cavi in fibra ottica ha reso Milano la città più cablata d'Europa. Trenta tombini disegnati da sedici artisti diventano altrettanti quadri en plain air per un nuovo rinascimento urbano in cui l’arte diventa qualcosa che si può anche calpestare, vivere quotidianamente e un nuovo veicolo di comunicazione.


Il giovane londinese Conrad Shawcross utilizza il tunnel abbandonato {fatto costruire nel 1906 da Re Edward VII} per il Kingsway Tram Subway, tram di inizio secolo
chiuso nel 1952 e ne fa un luogo per la rappresentazione artistica contemporanea.


Urban Fields, il network internazionale di artisti e creativi ha l’obiettivo di esplorare criticamente ed operativamente la dimensione fisica e sociale dei territori metropolitani con azioni di ri-appropriazione degli spazi urbani, interventi e performance collettive, installazioni ed eventi, azioni performative spaziali, azioni rituali, coinvolgimento collettivo e playgrounds.









Nel video Urban Tape si vede come il nastro si appropria della strada e dello spazio limitando il passaggio delle persone in vere e proprie “gabbie di nastro
adesivo”. In Ground strecking invece, lo spazio urbano viene ridisegnato, mappato, tracciato creando percorsi labirintici.









Il gruppo Improv Everwhere compie azioni di partecipazione e coinvolgimento urbano: le missioni interessano numerose persone {reclutate attraverso i social network} che ad oggi hanno danno luogo a più di 85 eventi tra musical improvvisati nei supermercati, raduni, mobilitazioni di massa. In settembre, a New York, durante un pomeriggio domenicale, si è svolta una missione: 2000 persone hanno portato a spasso con guinzaglio degli invisibile dogs invadendo le strade di Brooklyn. In ottobre il gruppo ha organizzato l’Experiment Mp3 a Barcellona, Madrid, Murcia e Vigo: le persone sono state invitate ad indossare una maglietta rossa o verde o azzurra o gialla, a portare un lettore Mp3 e all’ora stabilità ad ascoltare un file audio in spagnolo in modalità sincrona. La loro specialità è creare scene di massa in luoghi pubblici, con l’obiettivo di creare caos, stupore, gioia.









Sarebbe un'ardua impresa stilare una cronistoria che riassuma le molteplici azioni e il conseguente rapporto fra arte e spazio urbano.
È insito nella natura umana attivare relazioni, tra persone e con le cose che ci circondano; ci muoviamo, trasformiamo, partecipiamo e condividiamo esperienze, momenti, cose e relazioni.
L’arte ci mostra una declinazione di questi interventi, smuove la stabilità e immobilità della struttura architettonica urbana rinnovandola di nuove connessioni e congiunzioni.
Arricchendola di nuove, a volte inconsuete, partecipazioni.



Guido Faggion
ThePrimate.it

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