
Generazione dopo generazione le nostre città, fatte di strade e piazze, subiscono mutazioni costanti per garantire confort alla gente che le occupa ed adattarsi dunque allo stile di vita e alle attività di ogni singolo cittadino. Una successione di stratificazioni che si aggiungono, si sedimentano per modificare l’esistente in relazione alle necessità e allo sviluppo della società.
Le città sono evolute, sono cresciute in senso orizzontale e poi in verticale, sono state modellate in base al quotidiano vivere, per la produzione e scambio di merci; poi per il transito delle carrozze, quindi delle macchine per poi ritornare sui propri passi e privilegiare il transito pedonale per un miglioramento sostenibile e attento all’impatto ambientale. La costante che ritroviamo in questa evoluzione e adattamento continuo è rappresentata dall’uomo e dalla rete di relazioni e interessi che nel territorio e nelle città riesce ad intrecciare.
Oggi, vivere e ri-vivere la città, alla scoperta dei suoi umori e di quegli aspetti unici, o ancora conoscere e apprezzare nuove simbologie e sensazioni, anche attraverso strumenti digitali in grado di valorizzare l’esperienza del vivere e del condividere tra le persone, si configura come un modello di innovazione strettamente connesso con la creatività e che risponde alle problematiche del nomadismo contemporaneo, alla crisi turistica e degli investitori e all’inversione nel trend di spopolamento di alcune città. Questa inclinazione costringe città come Venezia e Siena, simbolo per eccellenza di città d’arte/città-museo, a ricercare una nuova configurazione per innovarsi secondo nuovi modelli organizzativi e progettuali in grado di stravolgere e invertire questa prospettiva, un cammino verso un non-ritorno.
Quali sono le soluzioni per vivere le città, le esperienze, il confronto e le relazioni che si creano con lo spazio e le persone? Come vivere il luogo, dare significato in modo innovativo e creativo al genius loci del territorio, allo spirito del luogo e alle identità che lo compongono?
L’individuo, residente urbano o viaggiatore, si fa strumento per attribuire rilevanza al luogo non solo nel consumo ma specie nella produzione di nuova ricchezza immateriale. L’individuo emerge dalla globalità per riportare senso al problema della perdita d’identità, dell’anonimia, dello smarrimento implicito nei non-luoghi e dall’omologazione culturale che molte città stanno ormai incontrando. Il valore aggiunto di un prodotto o di un luogo, ma anche di un processo d’uso e di fruizione, è sempre più legato all’impatto che riesce a creare o nella capacità di sorprendere gli individui e ancora dalla capacità innata di evocare esperienze significative e valorizzanti. L’individuo, oggi, reclama un ruolo e un nome, non vuole più farsi fagocitare dall’anonimato e dalla passività. Le tecnologie divengono dunque utili strumenti da impiegare in questo processo per liberare i contenuti impliciti racchiusi nel territorio, spesso disponibili a pochi eletti che li usufruiscono quotidianamente, e per contestualizzare le esperienze in aiuto a chi vive le città o a chi le va a scoprire.
Nelle moderne urban cities la diversità di esperienze e le declinazioni locali rappresentano il plusvalore che crea relazioni nuove e dinamiche; è un motore in grado di attivare un social network urbano interconnesso, multi-livello e multi-attore. La città del XXI secolo, fondata sulla open access-based society, è evoluta, di nuova generazione, si colloca come un luogo accessibile alla popolazione e ai city-users; stimola, offre servizi, ragiona e agisce a livello partecipato e consapevole; presenta una molteplicità dei punti di vista, una pluralità di attori e una coralità vivace e mai chiassosa che partecipa a ricomporre una visione unitaria, partendo da una visione caleidoscopica della diversità.
In questa proiezione le tecnologie web 2.0 based rappresentano strumenti essenziali di processo perché permettono la crescita di nuove relazioni: gli utenti, gli individui, hanno la possibilità di recepire o dare un feedback immediato e personale; digital radiofonia e acustica, tagging, geoblogging, interaction design, localizzazione e georeferenziazione, mapping, social tagging, sensori, video sharing live set, creatività sociale e partecipata, performance, diventano i mezzi per esplorare le città, per dare valore all’esperienza cognitiva e conoscitiva e valorizzante dei manufatti e paesaggi, delle tradizioni e identità. Taggare i luoghi della città con codici a barre data-matrix, un vero e proprio real social tagging, per marcare i luoghi con etichette virtuali, accessibili con strumenti tecnologici e modificabili da chiunque via SMS, MMS; codici a barre digitali; videoblog o etichette applicate ai muri per dare al territorio un significato nuovo, per creare una vera e propria mappa sensoriale collaborata e collettiva della memoria.
Il territorio e la città assumono per l'individuo un nuovo terreno da indagare e decodificare secondo una propria visione, il proprio punto di vista, poiché gli strumenti web 2.0 consentono agli individui/user (contemporaneamente anche cittadini e viaggiatori) di entrare a pieno titolo in questo complesso dinamico. Ogni singolo individuo/user, e dunque ogni singolo punto di vista, alimenta il sistema e lo arricchisce di sfaccettature e sfumature, di vissuto personale il quale, aggiungendosi alle esperienze degli altri individui/users, interviene a creare nuovi formati originali di interazione culturale e crossmediale.
La persona recupera la propria dimensione ormai persa, la codifica secondo il proprio vissuto di esperienze, l’assimila e la ri-propone agli altri per creare una mappatura complessa e multi-strato delle diverse identità.
Questo il senso più pregnante di urbans experience: esperienze urbane, di città in perenne evoluzione in cui la tecnologia concorre all’espansione dei comportamenti creativi e di innovazione. Nuovi paradigmi di usabilità urbana partecipata e social in grado di usare e re-inventare lo spazio, il territorio, la città.
Le applicazioni e il coinvolgimento degli individui/users danno vita ad una caleidoscopica gamma di attività e azioni, vitali e pulsanti.
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