L'offerta culturale e museale nazionale si è recentemente arricchita con il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di Roma aperto ufficialmente lo scorso 30 maggio.Una kermesse di tre giorni inaugurali, 1000 giornalisti e addetti ai lavori da tutto il mondo, 7500 ospiti all'opening, oltre 15000 presenze il giorno di apertura dei cancelli al pubblico e oltre 25000 nei giorni a seguire.
Dopo dieci anni di lavori, ha preso vita la prima istituzione museale nazionale dedicata interamente all'arte contemporanea e alle nuove forme espressive del nostro secolo.
Disegnato da Zaha Hadid, il MAXXI è una forma architetturale moderna che si innesta perfettamente con l'edilizia storica. Una forma ondulare di cemento a vista e scale nere illuminate internamente che sviluppa un percorso a incastri. Un'architettura antropomorfa composita di flussi. Un armonioso scorrere fluido di vuoti e trasparenze.
Il flusso modulare del MAXXI si interseca al seppur criticato percorso espositivo proposto dal nuovo museo che si completa e conclude nella veduta al secondo piano.
Spazio, volumi, percorsi, flussi, luce e trasparenze da colmare e vivere.
Il MAXXI è concepito come un edificio in cui, a livello di progetto, domina la potenza delle linee, con una grande varietà e ricchezza di spazi per accogliere arti diverse, per essere un luogo d'incontro, vivo.
Un'architettura forte e di impatto che avvolge lo spettatore e che ha anche suscitato qualche perplessità sulla fruizione e allestimento delle opere. Il museo non è solo uno spazio dove allestire opere bidimensionali o da appendere.
Oggi il museo è uno spazio da vivere come le piazze, nei suoi scorci e spazi, nei flussi, nelle sale.
Oggi il museo diventa un ambiente vissuto dalle persone a livello di comunità per discutere, confrontarsi, relazionarsi e non è più solo dedicato all'esposizione a all'ammirazione estetica.
Una critica, quella dell'allestimento museale in strutture dal forte impatto, che oggi non ha più senso dato che il contenitore, l'architettura e lo spazio sono dimensioni ed elementi che si mescolano con le opere esposte. Già l'architetto Frank Lloyd Wright con la sua celebre rampa a spirale per il Solomon R.Guggenheim di New York “suddivise lo spazio del suo museo in alcove simili a studi d'artista nelle quali i dipinti dovevano essere lasciati a terra, appoggiati alla parete perimetrale inclinata, come se si trovassero su di un cavalletto, illuminati dalla luce zenitale proveniente dall'esterno”.
Il museo moderno è modulare, si reinventa, permette ai curatori e agli artisti di confrontarsi con modalità di rappresentazione sempre nuove creando esperienze e fruizioni uniche. Il museo contenitore/mausoleo si trasforma in un'arena che stimola nuove forme di allestimento e di rappresentazione, capace di reinventare gli spazi, il godimento e l'esperienza.
Il MAXXI ha iniziato il suo cammino per essere non solo sede espositiva di opere d'arte del nostro secolo, ma anche interlocutore internazionale dei linguaggi espressivi e laboratorio di sperimentazione artistica; crocevia delle diverse forme di espressività, produttività e creazione.
Come giustamente hanno ribadito i giovani curatori del museo, il MAXXI è paragonabile al web, è uno spazio libero, dai molti ascessi e multidisciplinare, capace di dare la possibilità allo spettatore di crearsi un proprio percorso, di esaltare l'interdisciplinarità, le visioni multiple e la partecipazione.
Il boa argentato, così è già stato soprannominato, è il nuovo spazio nazionale delle arti del nostro secolo, uno spazio da colmare e vivere, che scavalca il presente e cavalca il futuro.
Guido Faggion, "MAXXI boa argentato a Roma", CircÓs, 17/06/2010
http://www.theprimate.it/index.php?apri=CircosArticle&primateID=103

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