venerdì 18 giugno 2010

MAXXI boa argentato a Roma

L'offerta culturale e museale nazionale si è recentemente arricchita con il MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, di Roma aperto ufficialmente lo scorso 30 maggio.

Una kermesse di tre giorni inaugurali, 1000 giornalisti e addetti ai lavori da tutto il mondo, 7500 ospiti all'opening, oltre 15000 presenze il giorno di apertura dei cancelli al pubblico e oltre 25000 nei giorni a seguire.

Dopo dieci anni di lavori, ha preso vita la prima istituzione museale nazionale dedicata interamente all'arte contemporanea e alle nuove forme espressive del nostro secolo.
Disegnato da Zaha Hadid, il MAXXI è una forma architetturale moderna che si innesta perfettamente con l'edilizia storica. Una forma ondulare di cemento a vista e scale nere illuminate internamente che sviluppa un percorso a incastri. Un'architettura antropomorfa composita di flussi. Un armonioso scorrere fluido di vuoti e trasparenze.
Il flusso modulare del MAXXI si interseca al seppur criticato percorso espositivo proposto dal nuovo museo che si completa e conclude nella veduta al secondo piano.
Spazio, volumi, percorsi, flussi, luce e trasparenze da colmare e vivere.
Il MAXXI è concepito come un edificio in cui, a livello di progetto, domina la potenza delle linee, con una grande varietà e ricchezza di spazi per accogliere arti diverse, per essere un luogo d'incontro, vivo.
Un'architettura forte e di impatto che avvolge lo spettatore e che ha anche suscitato qualche perplessità sulla fruizione e allestimento delle opere. Il museo non è solo uno spazio dove allestire opere bidimensionali o da appendere.
Oggi il museo è uno spazio da vivere come le piazze, nei suoi scorci e spazi, nei flussi, nelle sale.
Oggi il museo diventa un ambiente vissuto dalle persone a livello di comunità per discutere, confrontarsi, relazionarsi e non è più solo dedicato all'esposizione a all'ammirazione estetica.
Una critica, quella dell'allestimento museale in strutture dal forte impatto, che oggi non ha più senso dato che il contenitore, l'architettura e lo spazio sono dimensioni ed elementi che si mescolano con le opere esposte. Già l'architetto Frank Lloyd Wright con la sua celebre rampa a spirale per il Solomon R.Guggenheim di New York “suddivise lo spazio del suo museo in alcove simili a studi d'artista nelle quali i dipinti dovevano essere lasciati a terra, appoggiati alla parete perimetrale inclinata, come se si trovassero su di un cavalletto, illuminati dalla luce zenitale proveniente dall'esterno”.
Il museo moderno è modulare, si reinventa, permette ai curatori e agli artisti di confrontarsi con modalità di rappresentazione sempre nuove creando esperienze e fruizioni uniche. Il museo contenitore/mausoleo si trasforma in un'arena che stimola nuove forme di allestimento e di rappresentazione, capace di reinventare gli spazi, il godimento e l'esperienza.

Un successo di pubblico preannunciato già lo scorso novembre quando lo spazio vuoto del museo si è riempito con l'installazione di danza pensata da Sasha Waltz, omaggio ai flussi e percorsi del nuovo museo. Lo è ancora di più oggi, con le prime mostre ed eventi organizzati dal MAXXI, incoraggiando la partecipazione attiva dello spettatore e l'interazione. Dalle collezioni di arte e architettura, le opere di importanti artisti internazionali come Alighero Boetti, Anish Kapoor, William Keintidge, Sol Levitt, Giuseppe Penone, Grazia Toderi, Francesco Vezzoli dialogano con installazioni site specific di dieci studi di architettura. Le mostre omaggio a Fabio Mauri, Gino De Dominicis, Luigi Moretti, Kutlung Ataman. Mentre sono in cantiere le future mostre e collaborazioni con importanti istituzioni internazionali.


Il MAXXI ha iniziato il suo cammino per essere non solo sede espositiva di opere d'arte del nostro secolo, ma anche interlocutore internazionale dei linguaggi espressivi e laboratorio di sperimentazione artistica; crocevia delle diverse forme di espressività, produttività e creazione.
Come giustamente hanno ribadito i giovani curatori del museo, il MAXXI è paragonabile al web, è uno spazio libero, dai molti ascessi e multidisciplinare, capace di dare la possibilità allo spettatore di crearsi un proprio percorso, di esaltare l'interdisciplinarità, le visioni multiple e la partecipazione.
Il boa argentato, così è già stato soprannominato, è il nuovo spazio nazionale delle arti del nostro secolo, uno spazio da colmare e vivere, che scavalca il presente e cavalca il futuro.

Guido Faggion, "MAXXI boa argentato a Roma", CircÓs, 17/06/2010
http://www.theprimate.it/index.php?apri=CircosArticle&primateID=103


Nessun commento:

Posta un commento