
Caravaggio violento, assassino e geniale protagonista di una vita tormentata nel principio del Seicento. Una leggenda creata ad arte dai biografi a cui però il materiale non ebbe mai a mancare.
Quest'anno si celebrano i quattrocento anni dalla morte di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (1571–1610), con importanti esposizioni, prime tra tutte la mostra alle Scuderie del Quirinale che raccoglie a sé un nucleo di circa trenta opere attribuite al genio di questo importante artista, e altre di confronto.
Orde di visitatori, pellegrini, richiamati dal centenario e dagli eventi realizzati in sua memoria, si prestano a celebrare la sua importanza. Alle
Scuderie del Quirinale la mostra ha registrato un record assoluto di visitatori: 580mila visitatori totali dei quali in media 5.150 ogni giorno durante i 4 mesi. Un centenario che, con un “Comitato Nazionale per le celebrazioni del IV centenario della morte di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610)“, diventa l'occasione per
ridefinire, attraverso iniziative di alto livello scientifico, il reale profilo umano ed artistico del maestro lombardo e per offrire momenti di approfondimento e di riflessione sulla sua straordinaria produzione pittorica.
E mentre si celebra il celeberrimus pictor, il grande maestro, il giovane apprendista che arrivò a Roma dalla Lombardia per diventare uno dei più alti moniti della storia dell'arte, capace di inventarsi per la luce una nuova funzione strutturale e un equilibrio spaziale del tutto nuovo e geniale, il Comitato nazionale per la valorizzazione dei Beni storici culturali e ambientali annuncia il ritrovamento delle sue ossa nel cimitero di Porto Ercole, grazie al lavoro di una equipe di esperti e necroscienziati.
Sulle tracce dei resti di Caravaggio come sul set di C.S.I.: esami al carbonio, del Dna, dei resti in tombe comuni. Tutto per verificare la presenza dei resti del grande maestro a Porto Ercole, dove le fonti fino ad oggi più accreditate sostengono che l’artista sia morto nel luglio 1610.
All'85%, si è certi di aver ritrovato i resti del Caravaggio. Il carbonio 14 ha permesso una prima datazione dei reperti e la selezione di quelli che risalivano al periodo della sua morte. Successive analisi sull'età e sul sesso hanno escluso quelli appartenenti a donne e bambini. Infine, l'analisi del Dna confrontato con quello dei discendenti della famiglia Merisi.
E le possibili cause della morte? Analisi chimiche e microbiologiche per appurare la presenza del piombo e la morte per saturnismo, elemento presente in grandi quantità nei colori. E poi, la sifilide che potrebbe aver contratto per la vita sfrenata e disinibita condotta a Roma. O la brucellosi, o la morte per malaria. Insomma, il giallo è sempre più denso e fitto di sorprese.
Per l'85%, le ossa ritrovate sono di Caravaggio ma non si è ancora nelle condizioni di arrivare a delle conclusioni.
Grazie al fiorire degli studi, le vicende biografiche di Caravaggio sono state per una buona parte ricostruite alimentando stereotipi, miti e leggende che quasi sminuiscono la sua complessa personalità e immagine. Molto è stato detto e scritto e molto se ne dirà ancora, di vero di falso o verosimile; ma di certo, grandi restano le sue opere che affermano il significato oggettivo di nuovi contenuti e forme, di una pittura di rinnovamento stretta alle cose reali nata dall'osservazione della folle realtà.
Seppur famoso e ammirato in vita, anche rifiutato e scomodo, fu quasi dimenticato nei secoli successivi alla sua morte per poi esser riconosciuto per la sua importanza nel XX secolo proprio come precursore e anello mancante per lo sviluppo dell'arte moderna.
Storici, biografi e critici sono in fermento per scoprire la realtà, come se questa potesse contribuire a convalidare la fama di un genio. Noi, da semplici spettatori, preferiamo invece ammirarne abbacinati le opere, e perderci nella meraviglia estatica che solo pochi poterono creare con il colore, le forme, i contenuti.
Sebbene la verità sia ancora lontana dall'essere svelata, il gossip quasi ne offusca l'importanza. Nuove scoperte del critico Vinceti e della sua scuola inducono a ritrattare la figura di Caravaggio, i motivi della sua morte e la storia. Caravaggio fu grande interprete del suo tempo e, allo stesso modo, figura smisurata rispetto al suo tempo. Irregolare, scomodo, eretico, geniale, irruento, controcorrente, una vita torturata e intrepida conclusasi in modo reale. Reale, forse semplice, forse tragica, forse sul litorale del mare. L'epoca classica dell'arte è chiusa, portando la luce di un nuovo rinnovamento.
Michelangelo Merisi da Caravaggio, San Matteo e l'angelo, 1602 (fotomontaggio, a sinistra la prima versione rifiutata e andata distrutta - già Berlino, Kaiser Friedrich Museum - mentre a destra la versione ufficiale - Roma, San Luigi dei Francesi, cappella Contarelli).
Il cardinale Contarelli commissionò a Caravaggio l'opera per decorare la cappella presso la Chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma.
La prima versione dell'opera fu rifiutata dalla congregazione perchè troppo "forte", dato che non si poteva accettare di vedere in primo piano i piedi del santo proiettati rozzamente verso i fedeli mentre sembrava che l'angelo stesse li ad aiutarlo a leggere. L'opera fu subito acquistata da Vincenzo Giustiniani.
La versione ufficiale rivisitata vede il santo e l'angelo posti su di un piano rialzato (in bassso si vede lo sgabello in bilico che esce dalla scena) con il santo che ha perso le sembianze di un rozzo contadino per diventare un vecchio saggio mentre l'angelo giunge dall'alto mostrando il gesto ispirato alla retorica.
Guido Faggion, "Caravaggio, I Am", CircÓs, 25/06/2010
http://www.theprimate.it/index.php?apri=CircosArticle&primateID=105