venerdì 16 ottobre 2009

Virtual Museum of Iraq: un successo internazionale per il cultural-tech italiano



In Italia la cultura per la tutela dei beni culturali ha origini antiche. Su di essa si è fondata la salvaguardia e la preservazione della nostra memoria materiale, concretamente riprodotta nell'esposizione permamente degli innumerevoli reperti museali presenti nel nostro Paese. L'Italia riceve - specie all'estero - molti riconoscimenti proprio per competenze e tecnologie acquisite nel tempo e dedicate alla fruizione dei beni culturali. Uno fra molti è quello del Museo Virtuale dell’Iraq in cui le competenze tecnologiche italiane sono state messe a disposizione per la ricostruzione del patrimonio storico e archeologico dell’Iraq.

Nel febbraio 2009, a distanza di 6 anni da quanto nell'aprile 2003 fu brutalmente violato e duramente saccheggiato, è stato riaperto il Museo Nazionale dell’Iraq di Bagdagd. Quell'evento aveva inferto un duro colpo alla memoria e all’identità del paese.Nel 2005 il Ministero agli Affari Esteri italiano, attraverso la task force Iraq che ha operato presso la Direzione Generale per i Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente, affidò al Consiglio Nazionale delle Ricerche [CNR] l’incarico di realizzare il “Museo virtuale di Baghdad” così da rendere fruibile in rete, tanto al pubblico quanto agli studiosi, questo inestimabile patrimonio. La scelta del CNR non fu casuale vista la collaudata esperienza nella ricostruzione virtuale di monumenti, beni artistici e siti archeologici.

Il Museo Virtuale dell’Iraq restituisce onore alla cultura e al patrimonio di un’intera nazione e riconsegna al pubblico tutto un inestimabile patrimonio. Il progetto, tra l’altro, è un’occasione di valorizzazione culturale ma anche diplomatica: il museo propone, infatti, una selezione delle opere più significative dell’antica civiltà mesopotamica, incluse quelle custodite nei principali musei del mondo. Attraverso la realizzazione del museo virtuale, le opere (fruibili in italiano, inglese e arabo) sono esposte secondo un percorso che consente la visita di un pubblico numericamente molto superiore alla reale capienza di un ambiente espositivo tradizionale.

“Sono state oltre 400.000 le pagine cliccate e oltre 120 mila i visitatori. Le pagine in inglese hanno ottenuto più visite di quelle in italiano, circa i due terzi in più”, spiega Roberto De Mattei, vice Presidente del CNR. “Nella classifica dei ‘navigatori - continua De Mattei - gli Stati Uniti si piazzano primi con oltre 35 mila accessi, battendo l'Italia che ne ha registrati 24 mila circa; seguono Brasile, Canada, Regno Unito, Porto Rico”. Spiccano al settimo posto, gli Emirati Arabi che precedono quanto a visite, la Turchia, la Germania e la Svezia.

È stato un lavoro che ha permesso di far emergere l’eccellenza dell’Italia nel campo dell'exhibition science e della preservazione dei beni culturali e museali, spesso poco considerato e ritenuto di interesse secondario. Una sinergia tra le expertiese e le migliore tecnologie dei laboratori del CNR e degli studiosi del mondo antico che, grazie a tecniche di avanzata modellazione 3D e di rappresentazione multimediale, dà prova di elevato skill sul piano mondiale.

Quindi, non semplicemente un sito web che permette la navigazione del patrimonio presente in un museo, ma un vero environment dove vivere un’esperienza fatta di immagini digitali contestualizzate nella propria epoca e sede storica. Proprio l'approccio al problema della contestualizzazione, tipico dell’allestimento museale specie se archeologico, ha costituito uno dei principali goal dell'esposizione "Virtual Museum of Iraq". L’opera presentata consuetamente nella sala museale che la ospita, perde le tracce della propria storia, la cognizione per il fruitore della collocazione storica, se non per i contributi didascalici che risultano inadeguati a beneficio di equilibri editoriali, spesso prettamente estetici. La rappresentazione in un contesto diverso, quello della sala del museo, comporta una perdita del valore e di comprensione dell’opera stessa; la ricostruzione virtuale di Virtual Museum of Iraq mette il pubblico in condizione di capire e apprezzare il contesto in cui l’opera è stata creata, il motivo, la necessità e la funzione che assolveva.

Il Museo Virtuale dell’Iraq ricostruisce un viaggio attraverso 6000 anni di storia, e ripercorre le principali tappe dello sviluppo storico-culturale delle civiltà che si sono succedute nella Mesopotamia antica. Un patrimonio inestimabile, come una statuetta femminile in alabastro da Tell Es Sawwan (6200-5700 a.C.), l’Elmo in lamina d’oro di Meskalamdug (2450 a.C.), re della città di Ur, il Pannello invetriato di Nimrud (IX secolo a.C.), la Lastra raffigurante i sudditi assiri (VIII sec. a. C).

Il museo è suddiviso in otto grandi sale tematiche, che in ordine cronologico presentano la storia dalla preistoria fino all’età islamica: dalla nascita delle prime comunità di villaggio alla rivoluzione urbana; dall’emergere dei grandi sistemi di dominio sovraregionale agli imperi a dimensione universale

Il tour si conclude con la fondazione, nel 762 d.C., di Madinat al-Salam (‘città della pace’), l’odierna Baghdad, simbolo del nuovo ruolo della Terra tra i due Fiumi all’interno del mondo islamico.

Ogni sala presenta una selezione di reperti rappresentativi del periodo storico in esame, secondo modalità di fruizione diversificate: 70 reperti, 40 modelli tridimensionali, oltre 100 immagini di repertorio, 22 filmati, 18 siti archeologici, tutto visionabile in circa sei ore di navigazione attraverso schede di approfondimento, immagini e modelli tridimensionali, videoclip, filmati di animazioni e ricostruzioni, carte e mappe geopoliche interattive, immagini satellitari, planimetrie e ricostruzioni dei monumenti.

Un ricostruzione e presentazione, seppur non esaustiva di tutta la civiltà, capace di contribuire alla conoscenza di un patrimonio storico di inestimabile valore.

Un progetto all’avanguardia che certamente diventerà un modello di valorizzazione e fruizione dei beni culturali che il CNR, il maggiore ente pubblico di ricerca italiano, ha realizzato mettendo a disposizione della società civile le proprie competenze tecnologiche, storico e artistiche per una nuova tecnologia di conservazione e fruizione.

L’Istituto per le Tecnologie applicate ai Beni Culturali del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ad esempio, ha realizzato all’interno del Virtual Heritage Lab alcune piattaforme di realtà virtuale per compiere una suggestiva passeggiata nell’Appia Antica a Roma. Sempre a Roma, è stata allestita dai ricercatori una postazione multimediale che consente di effettuare una passeggiata interattiva sull’antica via Flaminia, visitando la Villa di Livia. A Padova, per evitare il deterioramento degli affreschi realizzati da Giotto, è possibile visitare la Cappella degli Scrovegni tramite una grande Sala Multimediale dotata di sette postazioni. A Bologna, invece, la tecnologia del CNR al servizio dei Beni Culturali ha dato vita al "Museo virtuale della Certosa".

Un merito dell’Italia che si pone al servizio dell’umanità intera permettendo di fruire e valorizzare la nostra storia, il nostro passato, quello che eravamo, siamo e saremo.

Nel nome della tutela e della cura.


(G. Faggion)

http://www.theprimate.it


Nessun commento:

Posta un commento