
Ognuno appartiene a tutti. È la visione di una società evoluta apocalittica e utopistica descritta ne Il Nuovo Mondodi Aldous Huxley nel 1932. Umanità libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, senza povertà e guerre in un perenne status di felicità indotta, relazioni familiari senza vincoli, ri/produzione in serie extrauterina prestabilita e pianificata.
Certo si tratta di una visione-illusione del futuro in cui le tendenze sociali sono portate agli estremi, una rappresentazione fittizia della società, anticipatrice al tempo ma molto vicina alla realtà di oggi.
La società del Nuovo Mondo sacrifica le cose che generalmente si considerano importanti come la famiglia, l'amore, la diversità culturale. L'arte, la religione, la letteratura, la filosofia e la scienza.
Siamo prossimi a questa mutazione genetica-societaria-tecnologica o rimane pur sempre una visione utopica e critica, il monito di quello che ci aspetta?
I grandi scrittori spesso hanno intuito grandi dilemmi, ma come l'innovazione tecnologica, partendo da una scoperta o da una necessità, trasforma la realtà incorporandola di nuovi significati e relazioni? Oggi parlando di eros, della sfera emotiva e relazionale, intima - viene da chiedersi - quanto il web e la tecnologia condiziona questo ingranaggio?
Lo sviluppo esponenziale delle nuove tecnologie ha determinato una modificazione degli stili di vita e dei comportamenti individuali, influenzando le scelte soggettive e della collettività. Il rapporto simbiotico con la protesi tecnologica condizionerà anche le relazioni fra i sessi, attraverso rapporti virtuali, manipolazioni farmacologiche e ingegneria genetica. Sostanze chimiche per eccitarsi o per calmarsi, molecole per dormire, per avere rapporti sessuali, per ricordare o per dimenticare.
Condizionamenti e modifiche sulla nozione di Tempo e rapporti “tattili“ con le informazioni ed i suoi media-strumenti tecnologici.
La macchina diventa una nuova estensione vocale, vicino e lontano si intersecano. La tastiera espande il corpo, e si introducono nuovi modelli di comunicazione. Scena, dimostrazione e voyeurismo, si usa la tecnologia per mostrare o dimostrare le proprie emozioni, eccitandole in almeno tre regimi elettrici, del corpo, della fibra del conduttore e sul plasma piatto della consultazione terminale.
Internet è diventata la seconda risorsa per incontri e relazioni affettive, dopo il luogo del lavoro, che è in prossimità di subire il sorpasso, verrà doppiato, poi proiettato sulle orbite della remote-productivity, poi polverizzato nel domini subatomici degli avatar degli umani innamorati perpetui, o forse più che così, l'intero BIOS vitale antropico in una mappa fotonica dinamicamente adatta ad ogni moto, mossa o atto umano. Né nomadi né stanziali, mapped. C'è un'assonanza con Muppets che devo scegliere se considerare o bruciare in qualche altoforno ossidante, meglio se con ricuperatore – per ecologia rigenerativa.
Tradimenti virtuali, innamoramenti web-idealizzati, innamoramenti web realizzati e diversi, bisogno di essere riconosciuti e farsi riconoscere, bisogno di riconoscimento di nuovi accoppiamenti di fatto, o di virtù.
Si flirta via sms, ci si fidanza e ci si lascia o ritrova sempre con il cellulare. Si inventano scuse, si lascia il lavoro, si inventa un alfabeto, si dice di Sì o di no, ci si masturba, si vede la partita, si vota, si fa la rivoluzione. Sicuramente la tecnologia e il web sta modificando l'approccio delle persone nelle relazioni.
Gli effetti oggi sono già visibili, resta da capire come e in quali termini questi nuovi comportamenti possano influenzare la Y-generation, che si ciba di particelle di web costante, secondo modalità naturali.
Ci si sposta dal mondo reale a quello virtuale con molta naturalezza, senza arrendersi a nessuno dei due.
(Guido Faggion) [~ospita jovee]